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Passeggiando su distese d'ossa

Sulle vie spesso
andiamo inconsapevoli
di ciò ch'è sotto:
pensiamo a pietra, terra
e acqua,
ma ci sono anche i resti
di chi ci ha preceduto.
Non fa rumore la distanza,
non trapassa lo sguardo,
ma l'aria è greve
di un legame e
di voci dal profondo.
Non siamo solo sulle
spalle dei giganti,
passeggiamo anche
su distese d'ossa:
impalpabili, invisibili.

 

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4 commenti:

  • Ugo Mastrogiovanni il 09/05/2010 10:38
    Lo so molto bene! Da piccoli giocavamo in un largo di lato alla chiesa, ogni tanto da terra spuntava un osso; sarà di un animale, pensavamo; da adulti capimmo che avevamo giocato sui resti di un antico cimitero, noto a tutti ma ormai dimenticato. Dimenticato, come le ossa a cui Maurizio dedica questi versi: resti sempre più spesso ignorati, mortificati feriti dalla presunzione umana.
  • Salvatore Ferranti il 03/05/2010 11:52
    molto bella ed introspettiva... sei bravissimo
  • Isaia Kwick il 03/05/2010 11:29
    Invoglia a pensare al passato, ai nostri avi, ai tempi difficili dell'uomo, dove raggiungere i trent'anni era un traguardo immenso.
  • laura marchetti il 03/05/2010 09:25
    Molto spesso le ossa che calpestiamo sono la struttura su cui ci sosteniamo e non ce ne rendiamo conto persi come siamo ad osservare il cielo...

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