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Bruna

Cosi' tanto flusce il ruscello della notte acuta
poggiando a campi di gran rose
e navigando oltre l'onor sfrecciato della dea irsuta.
Tu candida, raggea, roseo il tuo cuor agglindato
la sonor melodia d'una Primavera
e la letizia d'un palazzato.
Come stai a rimembrar il cuor mio ammattati
lattato di subbugli d'amor,
oh donna dell'alto predestinar dei dei patti.
Oh Bruna, dea musa del ciel dorato
canti sperta la lir del poeta artista
e bramo cuor o io del so' battista.
Eh ma il di' quant'egli mita la dea sorte
e il frecciar di quella Vener e Cupido prol,
m'immagino di suol questa passion anche se non tua non e' corte.
Ah pero' che longeo il mio spirar
il tuo viso fulgido, erto sorriso
crina il cuor d'un assai amar.
Ma quel far che di mezzo c'e' mia soglia che duol,
par riparato quanto spiro il riso
tu m'inergi anch'essa del mio triste suol.
Oh sperte le canzonette ch'io ti bramo
la corona del fior rosastro
e l'amicizia del mancato ricamo.
So 'per prossimo i tuoi mancati suoni
delle ragion presto che de 'ragazzuol
i pestati mal che avresti non buoni.
Prest'anche dileguata attenzion te diletta
e tal soci figuran la tua giornata
che di par non par una minuscola setta.
Ma anch'io so' pie' dei calchi mali
dove stai in fronte ogni di',
per la' giran mal cose mischiate ai sali.
Diletto questo pudor udito
mentre tu vestea di come si volge musa,
pero' questo terren è grande pasileo ardito.
Ai colli miei questo cador
che m'empie l'anima
e tutto in un pueril, ma pien sapor.

 

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