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Parlo con te, Mietitrice

Non dimenticare
d'aspettare il tempo e di agire
in cardini vissuti nell'urlo dei vivi
ed i pianti con il più nero sangue dell'uomo,
ignorando le memorie
accartocciate da tempo,
possano fiorire nelle movenze del corpo
nuove canzoni di speranza
ricordando a spiriti eterni
un tuo vano cenno d'infierire gli steli.


Stai perdendo i vecchi albori
sulle teste di chi vede una mano
rendere quel po' di pietà nei lividi della condanna,
reliquia che sa di carta bruciata.


Sai che un amore puro
può ferirti più di una freccia
scoccata dal sorriso di una nascita.
E ti ritirerai sapendo di sconfitta,
come una vigliacca nell'ombra.

 

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6 commenti:

  • francesco giuffrida il 06/01/2012 11:29
    bellissima la chiusa, la prima parte un po' meno, ma nell'insieme davvero ottima!
  • A. A. il 02/01/2012 01:51
    Si, forse. Ma è vecchia anche questa. Grazie.
  • silvia ragazzoni il 21/12/2011 11:22
    bellissima sopratutto la chiusa anche se un pochino triste.. complimenti!
  • giuliano paolini il 09/05/2010 10:30
    la vera grande madre
    il seno e il ventre che tutto accoglie e che fucina della rinascita
    attende e ci vezzeggia
    dimentichi di questo la viviamo come amara falciatrice di sogni e speranze
    mentre la dolcezza del suo abbraccio dovrebbero farci vivere con maggiore responsabilità e senso del giusto i giorni chiari e quelli scuri
    tutti amici del cammino
  • Anonimo il 09/05/2010 09:32
    Un po'cupa nel finale, ma piaciuta 5 stelle
  • loretta margherita citarei il 09/05/2010 09:26
    fantastiche le ultime frasi, bellissima poesia

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