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A volte

A volte,
si chiama solitudine
questo buio che opprime
-il nulla-
lo sento,
aggrappato a punte di stelle
nascoste tra le pieghe del cielo
celate come pudiche dee,
-nell'infinita notte-
La chiamo paura
l'incertezza dell'effimero sole
che precipita lesto
dentro al tramonto.
Sono nastri di sogni
assottigliati da mesti risvegli
-quando-
tra palpebre dolenti
salmastre lacrime,
bagnano le aurore.
Lo chiamerò coraggio
il planare oltre l'indaco d'arcobaleni
atterrare poi,
lontano dal rimpianto.

 

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6 commenti:

  • Manuela Magi il 16/05/2010 11:19
    Grazie Ugo, mi gratifichi.
  • Ugo Mastrogiovanni il 14/05/2010 19:52
    Un pathos nuovo questo di Manuela Magi, un che di filosofico ed equilibrato, legato al surreale e alla concretezza. Manuela rende omaggio a nuovi spazi all'espressione letteraria, quella che piace a me: colta e schietta, trasparente e concreta, senza orpelli, senza inutile sfoggio di eloquenza. Mi piaci Manuela Magi.
  • vincent corbo il 14/05/2010 07:33
    Le tue poesie sono perle preziose partorite da un'anima speciale.
  • Aedo il 14/05/2010 00:07
    La solitudine assume l'aspetto del buio che opprime e attanaglia: ma al di di essa, come dici bene, fa da contrasto la forza del coraggio, che spinge lontano i cuori... Brava!
    Ignazio
  • Auro Lezzi il 13/05/2010 23:05
    È la delicatezza con cui dici che ti fa unica..
  • Anonimo il 13/05/2010 22:49
    Una poesia molto profonda... Davvero bellissima... complimenti

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