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I paesi

Tutto un far col più nulla d'agitazion
dall'enorme ponder alla minuta piana, montagna, collina
e il calor che scende e l'udito suon.
Piu' che far se è cosa poca amena
o se grande è cosa io dico
scruto l'odor della tal vena.
Negozietti al predir, bar e spiri di botteghe,
cristian che dirigon il passo al tetto sacro
e alcun alberi in un parchetto e ferro leghe.
Vialetti e personcine numerate,
cittadini abitanti
passegiano e i fanciullini giocan con le carte amate.
Un sol e un' ombra sui gran monumenti, piccoli musei
turisti d'ogni tanto
e i piccoli viottoli bei.
Un men disperder il pozzo soldino
e l'anima di un vecchio
vagar nel mirino.
Qualche chioschetto brillante
e qualche piazzetta
e il Gran per dir Municipio dominante.
Centri di cose e di giovinetti
cuori che non si logoran
quando c'e' lo scudo per gli animi petti.
E quelli che vi so narrando l'archi e l'antichi palazzi
di paesi
e colonne di torre, scheletri pazzi.
Il poeta vago d'idee s'importa
ma di cosa?
dell'aspetto della sua porta.
In più le case tutte come vuoi
e un mormorio
che gridan ecco i paesi buoi.
Come se di in la' esiste un territorio
di campane animalesche
e gridi nell'arborio.

 

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3 commenti:

  • patty picci il 23/05/2010 20:52
    bellissima descrizione... mi piace tantissimo
  • loretta margherita citarei il 23/05/2010 19:36
    bella descrizone
  • Anonimo il 23/05/2010 17:23
    premesso che non mi piacciono le parole tronche, ce ne sono alcune che proprio avrei evitato -per esempio avrei preferito piana a pianur che trovo inelegante- ma nel complesso trovo che sia molto ma molto bella. ciao^^

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