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Mi giace addosso sui miei fianchi

È come una marea,
contaminata dalla solitudine che tocca
quell'ora tarda che richiama l'attenzione
e che rovescia

-l'oceano come tempesta-


Sulle fragilità che mai nessuno ode,
ritaglio le mie notti e certe arsure
mentre lambiscono,
lembi di domani e d'infinito.


Sarà la nebbia del mattino
che lenta gocciola incertezza
quando di sera poi,
mi sfugge anche il tramonto tra le dita


-come l'amante frettoloso e senza cuore-


Mi giace addosso, sui miei fianchi,
intimorito dal calore di un abbraccio
quando lo sento impaurito e senza voce,
così lontano, eternamente senza luce.

 

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2 commenti:

  • Antonio rea il 24/05/2010 07:48
    Bella, tenera, velatamente malinconica. Poesia che coinvolge e rapisce!! Complimenti!!
  • loretta margherita citarei il 23/05/2010 19:31
    infinitamente bella

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