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Giardino d'occhi

Si stava bene,
Davvero proprio bene,
A cogliere petali di rose,
Silenzi, sogni e ortiche
In quel meraviglioso giardino d’occhi
Ch’ era il tuo sguardo.

Stavo lì,
Era domenica
- Quasi sempre era domenica -
E potevo gioiosamente o tristemente aspettare
Che qualcosa di speciale
Accadesse.

E succedeva sempre:

Con il cuore dentro la valigia (ma sveglio)
E le ali pronte a seguirmi (le ali, sì)
Finivo per galleggiare beatamente
Sospeso tra i chiaroscuri
Del tuo vivere
Innocente e saggio ad un tempo.

Sospeso:

Un ricordo che non chiede perché.
Un perché che da solo si basta.
Un azzurro dimenticato
Fuori dalla cornice.
Un battito di ciglia
Che ruba spazio all’infinito.

Qualche volta piangevi.
Abbracciandomi.
Il rovescio della medaglia
Dell’amore:
Il dolore delle stelle
Costrette per sempre nel cielo,

Di questo sapeva
Il tuo pianto.

Ogni tanto rincasavo
Verso me.
Dovevo farlo.
Tenere a mente
L’impossibilità dell’averti
Del tutto.

E allora non mi restava

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5 commenti:

  • mariella mulas il 06/08/2007 16:28
    Poetica ma sempre travolgente nell'esprimere la forza dei tuoi sentimenti. Hai una capacità non indifferente.. continua, continua!. È proprio piacevole leggerti.
  • laura cuppone il 20/05/2007 02:10
    bellissima Simone... intensa e clandestina... ciao L
  • Luca Vincenzo Simbari il 09/05/2007 15:36
    Bella.
  • Anonimo il 27/04/2007 19:51
    Peccato che tu scriva quando hai tempo da perdere, come dici nel tuo profilo, anche perchè scrivi benissimo, molto bella. Ciao
  • A. Barbara Di Stefano il 23/04/2007 22:20
    Questa poesia è un fiore di momento... bellissima...

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