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Mèteco

mendaci vivande
adornano
il desco della disperazione
marce forzate
tra sterpi, sassi, insormontabili dune sabbiose
e perigliose dune acquee
scaraventato
in una notte senza luna
su ciottoli e risacche straniere
mercimonio d'anime
braccia profittatrici
avviliscono, umiliano
il fiero guerriero
dure ed interminabili giornate
scandiscono
il vano inerpicarsi
in una intollerante società
il vano anelito
di quando non sarai più
mèteco

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Raffaele Arena il 09/02/2012 03:05
    In questa lirica l'autore mi ricorda Buzzati, nel deserto dei tartari, la visione di questi soldati di una guerra che non ci sarà mai ma comunque pronti e già sfiniti all'azione. grande.

3 commenti:

  • Anonimo il 11/06/2010 07:18
    ... fino a quando non ti sentirai più straniero in terra... fino a quando non ti sentirai più umiliato...

    bellissima Ignazio, complimenti...
  • loretta margherita citarei il 11/06/2010 06:13
    stupenda
  • denny red. il 11/06/2010 00:13
    bravo! ignazio, poesia, molto.. molto bella.

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