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Il Dio Malato

Mi sono scorta una sola volta
nella perdizione di mantidi arrese al bacio del sole.

Dall'orlo impallidito del mio sangue,
sgorgo.

E ancora, ancora l'eco non si accorge.

Animato dal dolce furore
obbliga i brividi a ghermire il sogno.

Goccia su goccia,
lontano da qui erro.

Entro dentro la passione
per mordere la carne ferendo l'anima.

Piange -

Visione sinuosa di un volto senza riflesso,
di un cuore senza amore.

Colpisci!

Fiuta la sfida con l'immane paura di camminare controvento,
si aggrappa al mio abbraccio.

Braccia a stringere, a toccare, a desiderare
per poi dimenarsi nel tentativo di sciogliersi.

Tu non ti ricordi di me -

Resistere non servirà,
chi strapperà all'attimo la schiavitù del cuore?

 

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2 commenti:

  • Free Spirit il 15/06/2010 20:45
    Bello stile, piaciuti i tuoi versi
  • Salvatore Ferranti il 15/06/2010 20:17
    molto bella questa poesia, anche per lo stile che ho trovato originale.

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