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Surrogare vuotezze

misericordia e misteri
imbarazzano lievemente

io detergo il mondo
non dai tumulti delle piazze
odombrate di propaganda
nè dalle invasioni allofone, io
detergo i luoghi di una linfa
olfattiva lucente brillante

nelle vostre chiese avete
edificato silouette terrificanti le quali
librano ondulando nel vento fresco dell'estate

tutti i piaceri della vita
un uomo li trova nei sarcofagi
o in un antro pelvico, si sa

morire soli (o lune)
omettendo le parole stentate le
nervose tensioni, e in barba a
danaro manipolatori e vescovi.
oppure reagire

immagazzinare reazioni, reagire di scatto
morire d'ardore sudare il sudore
maravigliare per i più belli tesauri dei mari
onorare di palpebre tinte di fiori e incenso le
nuovissime celebrazioni dei tempi d'oggi e
di immoralità e di scempio, e di danaro.
oppure morire.

 

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1 commenti:

  • laura cuppone il 16/06/2010 11:29
    la trovo nelle mie corde se non altro come stile e la trovo tagliente ed elegantemente spudorata, un'agua ardiente che sembra innocua ma che invece ti massacra lo stomaco.

    forse l'alternativa é morire... comunque... o asserviti alle ciglia meravigliose figlie di paillettes tritate a incubo o nell'abbandono delle armi...

    forse é meglio combattere.. almeno si muore con soddisfazione..
    o no?

    piaciuta e solo umilmente interpretata.

    Laura

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