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Trittico

Finiranno, dunque, questi giorni silenti...
Tra le ombre scure della tua dolcezza sfinita
e le gambe stanche grondanti d'umori nuovi.
Finiranno, dunque, questi giorni...
Arresi a noi stessi,
strafatti dall'odore tenue
di quelle carni soavi a lungo inutilmente bramate.
Arresi a noi stessi,
viziati dagli echi leggeri di desideri mai saturi di cupo ardore.
Finiranno, dunque, questi sogni inutili...
E dalla carcassa decomposta di quest'odioso trittico estrarrò il cuore condiviso:
da te, da me e dall'altro, svegliandomi di nuovo affamato.
Avvolgerò il cuore marcio tra le pieghe asciutte di questo cielo nero e
aspetterò... voi, di nuovo
voi.
Aspetterò.
Voi, sangue nuovo...

 

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3 commenti:

  • sara rota il 24/09/2007 08:41
    Mi ricorda i vampiri... non mi convince molto però... forse i versi così lunghi, come l'hai strutturata.
  • LAURA B. il 15/11/2006 19:03
    tra i "poeti" di questo sito, che ho avuto il piacere di leggere, sei il migliore
  • alberto accorsi il 04/09/2006 11:58
    un po' troppo "maudit"

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