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Alla mensa della regina

Sfamata dai miei sentimenti
hai divorato il mio cuore,
puoi gioire della pomposa mensa
alla quale hai presenziato
e orgogliosamente silente
ti porti via le mie viscere.
Vorrei rinascere
vorrei risentire l'amore
vorrei riprovare l'estasi
di donarmi a te
ma non avresti di che cibarti
se non della mia
impalpabile e avariata
anima ferita.

 

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7 commenti:

  • Silvia Pag il 21/06/2010 18:41
    Scrivere questa poesia è stato come vomitare la rabbia su un foglio di carta.. Grazie a tutti voi!
  • denny red. il 20/06/2010 04:49
    un amore ferito.. ma non finito.. il tempo di un amore.. graffiato nel tempo..
    molto bella!! brava silvia.
  • loretta margherita citarei il 19/06/2010 20:52
    a volte si ama troppo e ci si lasciano le penne, bei versi
  • Anonimo il 19/06/2010 20:10
    Un'amore che non è sparito ed ancora si conserva seppure ha ferito...
  • Sergio Fravolini il 19/06/2010 18:17
    La solitudine è la regina il miglior parassita impalpabile come un'anima ferita.

    Sergio
  • Anonimo il 19/06/2010 14:07
    Decisamente lesionistica... amore è spesso sofferenza? Perché darsi in questa maniera, sino e poi oltre le ossa?
    Da ignorante del settore, credo comunque che l'amore sia più un riempirsi che un disossarsi. Certi sentimenti nascono e non muoiono, giusti o meno decidono la vita... forse è solo una questione di fortuna. Una nota: mi sembra ci siano troppi aggettivi possessivi, magari non necessari
  • laura marchetti il 19/06/2010 14:03
    un amore perduto che non merita neanche una briciola... poesia molto bella

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