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Domani

Entrare in un vecchio paese
dove ormai la noia è padrona
chiuse molte porte

Dal vizio e dal denaro attratti
i giovani andati
intonaci cadenti
crepe
e dentro insetti

Qualche casa di dominio ai gatti
sornioni sguardi ad uno sconosciuto
più grande è l'interesse
per i passeri
che banchettano
con briciole cadute
da una tovaglia sbiadita
e sfilata al volo

I vecchi sulle soglie
sul volto grigi solchi
lo sguardo alla memoria
e ogni campo arato
dai suoi semi
avrà una storia

Un carro nero che si allontana
un vecchio amore perduto
un offesa o un lavoro duro
un figlio che dice ritorno
la speranza di poterlo riabbracciare
e intanto quel sorriso in un disegno amaro

Mi appresto anch'io
a sedermi sulla soglia
ogni volo di rondine mute domande
i passeri zampettanti.. ricordi
su ciò che non ho potuto salvare

E sui monti lontani
dove ogni tinta e forma si confonde
scorreranno lacrime di colori
che ho causato, ma anche ho asciugato
Piano i miei occhi si veleranno
E senza dolo vorrò restare solo

 

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4 commenti:

  • salvo ragonesi il 11/08/2010 19:56
    un figlio che dice ritorno. ma sai che non ritornerà mai Questo è il nostro pianto e aspetteremo sulla soglia seduti con gli occhi bagniati ricordando j il tempo andato. jn un paese che ti offre solo solitudine e rjmpianti.
  • loretta margherita citarei il 24/06/2010 16:35
    un fenomeno in espansione, bella
  • anna rita pincopallo il 24/06/2010 12:05
    quanto mi piacerebbe vivere in un paese... e non è detto che non lo faccia quando andrò in pensione. Per recuperare i valori di un tempo che ormai soprattutto nelle città sono stati dimenticati bravo molto bella
  • Anonimo il 24/06/2010 11:42
    Poesia dal significato vero. I paesi, un tempo così romantici e pieni di tradizioni, adesso sono tutti abbandonati e si avverte tanta desolazione intorno. Mi piace. ciao