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Il mio Zorro si chiama Odontoiatra (A Sebastiano Cuschera)

Una volta eravamo tutti uniti
stretti
come amanti sotto le lenzuola

Ci sorprendeva il tempo e i suoi colori
alla finestra della nostra bocca

Sul davanzale della nostra casa
c'inorgogliva il bianco delle nuvole
lo scricchiolio del pane
e i sapori offerti dalla terra

Eravamo uniti
e il dolore non ci apparteneva

Poi
foglie ingiallite
ci lasciammo cadere ad uno ad uno

C'era molto spazio fra di noi
e la finestra in cui sorgeva il sole
era l'ingresso dove si annida il tarlo

Noi - fratelli senza casa -
sfrattati per far posto alle macerie
non eravamo più sul davanzale
di quella nostra intima stagione

Il pane era diventato un'altra cosa

Poi conoscemmo il nostro Zorro
e l'eroe ci diede altri fratelli

All'ingresso della nostra casa
ritrovammo il sole tra i filari
e il sorriso smarrito tra i rifiuti.

 

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2 commenti:

  • Michele Sarrica il 25/06/2010 22:47
    Grazie, Vincenzo, per l'apprezzamento e per avere evidenziato i versi finali.
  • Vincenzo Capitanucci il 25/06/2010 10:21
    Bellissima Michele... ritrovammo il sole tra i fili dentari...
    e il sorriso smarrito tra i rifiuti...

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