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Fuggiasco

Tiepido un raggio di sole,
si posa fugace su di un viso sofferto.
Una carica nube di pioggia,
lesta lo occulta in una torbida volta.
Folate di gelido vento
sferzan impietose, su lo sfinito colui,
che con fatica prosegue con ansante respiro.

L'alitare si cristallizza nell'aria,
i passi si posano su erbe annegate,
i rami degli alberi guardano il cielo imprecando,
in pozze di acqua e di fango gemono i fiori.
Un passero vola veloce, cercando il suo nido,
udendo dei piccoli il disperato richiamo.

Fuggiasco, accarezza i suoi sogni,
che paion crollare sotto i colpi del maglio.
Stremato, con tenacia in avanti si spinge,
resistendo agli stenti e agli affanni.
Si affollano nella mente provata,
del passato i ricordi:
la casa perduta, la famiglia distrutta,
la guerra spietata, quindi!... La fuga.

Nel cielo uno squarcio si apre,
l'azzurro si affaccia, cessato è lo scrosciar della pioggia.
Il vento scorrazza, allontanando le nubi pesanti,
all'orizzonte una lama di luce
e il profilo pulito dei monti, ritempran le forze.
L'uomo, riprende il cammino... verso il suo ignoto destino.

 

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4 commenti     0 recensioni    

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4 commenti:

  • Anonimo il 26/06/2011 12:28
    potrebbe sembrar una metafora... quella della ricerca continua di nuovi orizzonti... di un cambiamento radicale... in ogni caso Bruno bellissima la figura del fugguasco che aiutato dalla natura (nube carica che l'avvolge agli occhi degli altri)anche se stremato resiste agli affanni ai ricordi lontani che si affollano nella sua mente ormai provata. Con tencia va sempre avanti... Direi meravigliosa sei un maestro di quest'arte un abbraccio carla
  • Cinzia Gargiulo il 25/06/2010 23:18
    Una descrizione così dettagliata la tua da sembrare di assistere a questa fuga.
    Poesia intensa e ben scritta, piaciuta molto.
    Un abbraccio Bruno...
  • Anonimo il 25/06/2010 11:24
    Ho letto con bramosia questa poesia. Traspira di tormento e rassegnazione, costruzione del verso semplice e lineare, quasi disarmante. La semplicità del verso, l'aver annullato ogni colore ha fatto si che la tua opera si sviluppasse in una linearità, nell'insieme, necessaria.
    Però, scusatemi, da amante delle minime sensazioni, del verso non detto ma intuito, della sola espressione viva («Io mangio, non mi cibo...» sarei stato più diretto. Nonostante la mia predisposizione riconosco una buona poesia, anzi un ottima poesia. Il commento di Sabrina, che stimo, sia come poeta che come persona pensante, ha tutta la mia approvazione.
  • Anonimo il 25/06/2010 10:21
    Una poesia scritta in maniera semplice che non pretende, non ostenta, non si vanta. È genuina. È bella!!

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