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Il poeta è morto!

E il giorno si ripete ogni anno con magre sorprese;
Senti scorrerti dentro tutte le ventiquattro ore e alla fine sei stanco.
Stanco di ciò che hai fatto, stanco di ciò che sta per finire, stanco di ciò che è stato.
T'abbandoni inconsapevole su bandiere di tormento ricordando ciò che fosti.
Ma ieri soffiai, tenue e debole, contro il mio destino, presi fredde lame bagnandole di rosso, bagnandole di sangue.
Il poeta è morto, piangete!
Ho sentito nella notte il pianto delle madri divenire una grassa risata.
Ho visto lo sguardo dei padri colorarsi di rosso e d'amore, per poi divenire anemico spettro di passioni.
Spensi risa e sguardi con un grido, armai i pugni e il cuore d'ardore e mi cinsi il capo d'alloro marcio; seppellì il poeta sotto cumuli di carta pesta e lo ingiuriai, lo calpestati, lo odiai.
Il poeta è morto, voi l'avete ucciso, piangete!

 

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6 commenti:

  • Rosa Maria Marongiu il 10/01/2012 20:52
    Hai ragione. Questo tempo uccide la poesia, ma è il destino dei poeti quello d'essere fuori posto e inascoltati. Mi chiedo anch'io a volte a chi servano le mie poesie, ma intanto le scrivo. Perciò non ti stancare. Pensa che se diventi famoso sarai condannato ad essere 'straziato' dallo studio degli studenti svogliati! CHE SODDISFAZIONE!
  • Alessandro Cancian il 03/10/2006 15:16
    ... ma se questo è il poeta, allora Lunga Vita al Poeta!
  • Alessandro Cancian il 03/10/2006 15:16
    ... ma se questo è il poeta, allora Lunga Vita al Poeta!
  • Giovanni Di Girolamo il 01/10/2006 14:49
    Caio Ivan,
    bella la tua poesia di compianto.
    Mi ricorda Ungaretti. Il dolore per la tragedia della guerra e gli interrogativi dell'epoca sulla sopravvivenza della poesia... seppure in contesti storici un po' differenti.
    Baci,
    Giovanni
  • Artemio Podani il 06/06/2006 12:38
    Il poeta muore tutti i giorni, che peccato.
  • Dora Millaci il 10/04/2006 12:32
    Dolore comprensibile quando si vive con difficoltà il forte trasporto per l'incanto poetico. Questo, inevitabilmente, tende a creare separazioni da chi non comprende e da una vita che pretende da noi ruoli forti. Questa poesia è un urlo disperato, carico d'odio. Madri e Padri diventano figure dolorose che giudicano, deridono e umiliano. C'è una grande difficoltà nel vivere la passione per la poesia, soprattutto quando ci si è imposti di essere "convenaionali". Sbaglio?

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