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TU NON SEI CLEOPATRA

Cosa potrei scrivere per te?
Che la tua mano ha scolpito quella statua,
e nel tuo limbo godi insieme a un “nano”?
Sogni di volare e scomparire
tra esotiche danze senza fine,
in riferite barriere coralline,
con un last minute o una bagnarola,
e una strana bestia tutta sfumature;
ma ai serragli aperti
per piangerti e leccarti
per bagnarti con la stessa sesta pioggia,
non rinuncerai.
Un solco in più sul viso: reiterata attrice,
non è solo un altro lustro che ti invecchia.
Di serpenti non saggerai mai il morso.
Chiudi la notte gli occhi
per non vederti nuda,
col solo velo di un sole già malato,
hai rimorso un soldato che ti tieni dentro.
Sorte puttana: quanto sei abbattuta!
Ha cercato il tuo amore per le vie profuse,
sulla soglia ho ascoltato anche il suo pianto.
Io non mi incanto: quel soldato si.
Che cosa potrei scrivere…?
Non sono assolute le note del mio canto:
sono soltanto grappoli di “viti” senza fori.
La scia di un aereo mi dà malinconia;
e provo brividi, e provo tante cose:
sostanze che sono nuove o sono vecchie
come alte fiamme o penombre di bivacchi.
Ma se mi chiedi “ Che cosa ti succede? ”
Mi avvedo oltre i miei orribili raffronti.

 

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