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Avidità

8 mesi dopo
nulla è mutato,
il centro è fermo.
c'è un fogli appeso alla porta
di quel negozio:
lunedì 6 aperti.
siamo a dicembre.
in quella casa ci sono ancora
i vestiti stesi ad asciugare
sullo stendino. è qui che sono
scoppiata in lacrime,
se l'uomo non fosse così egoista ed avido
non sarebbe stata distrutta
una delle più belle città d'Italia,
non sarebbe ora una città fantasma.
qui fuori dal centro
sono pochissimi gli abitanti che si possono vedere,
vi sono più volontari che aquilani.

 

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5 commenti:

  • giulia silvestri il 28/06/2010 16:40
    io non sono aquilana, però sono stata a l'aquila due volte dal terremoto come volontaria, tornerò appena ho finito gli esami. la prima volta che sono andata era dicembre e mi ha davvero lasciato atterrita il fatto che non fosse stato fatto ancora nulla.
  • loretta margherita citarei il 28/06/2010 16:27
    13 anni dal terremoto del 97 in umbria ed ancora molti cantieri aperti, da ex terremotata hai la mia solidarietà, so purtroppo come ci si sente, 2 anni in conteiner, prima di tornare a casa, forza e coraggio, ti abbraccio
  • rea pasquale il 28/06/2010 16:10
    Concordo pienamente, bellissima poesia di denuncia.
    purtroppo con questa classe dirigente, non riesco ad essere ottimista.
    Un abbraccio

  • Aedo il 28/06/2010 15:41
    Hai messo il dito su una grossa piaga della nostra Italia... Poesia di grande spessore civico e morale!
    Ignazio
  • Sergio Fravolini il 28/06/2010 10:24
    Una città fantasma...

    Sergio

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