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Que de l'amour [1]

Quanto tempo hai giaciuto su un giglio
disperato
ed eri lì,
nell'eden del parco
e sognavi
ad occhi chiusi
che la realtà non fosse veramente quella.
Il cielo
era senza nuvole.
I rumori
non facevano male.
I sogni
erano reali.
Li sentivi
nel tuo sangue,
passeggiavano lieti
come il vento nel ghiaccio e
come questo irrefrenabile
desiderio

di scuoterti per sempre
da quella giostra,

di correre
scalzo

e

urlare
contro il simulacro
della tua infanzia
che non sarai più solo.

 

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8 commenti:

  • Salvatore Mercogliano il 01/08/2010 15:32
    l'amore è una forza astratta e divina, non conosce nozioni matematiche nè il congiuntivo o il condizionale, potrebbe tecnicamente sbagliare ma non perde mai, nemmeno di fronte la più grande legge che sia mai istituita! L'amore tocca le corde della follia, urlare in strada " Ti amo" e, intanto, la gente solleva antipatica il proprio sonno verso l'uscio del balcone!
  • Aedo il 29/06/2010 20:10
    Proprio nel momento culminante della solitudine, si prova il desiderio di liberarsi dalle catene e realizzare l'aspirazione verso la libertà. Bellissima poesia!
    Ignazio
  • Salvatore Ferranti il 29/06/2010 18:54
    molto bella davvero.
    complimenti
  • Marhiel Mellis il 29/06/2010 18:44
    Federica sei bravissima! Poesia che è un piacere riconoscere tale... e il tuo pensiero è vivo d'intensità nel capire come vivere quando si cresce!
  • loretta margherita citarei il 29/06/2010 17:36
    splendidi versi, moltissimo apprezzata
  • Fabricio Luiz Guerrini il 29/06/2010 11:49
    il coraggio di spezzare le catene, ben scritta.
  • Sergio Fravolini il 29/06/2010 11:45
    Non sarai più solo... che belle parole.

    Sergio
  • Giacomo Scimonelli il 29/06/2010 10:43
    il cielo era senza nuvole... i rumori non facevano male... i sogni erano reali... bei versi

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