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Che senso ha

La poesia all'epoca
del suo misero valore di scambio
dell'offerta strabiliante e della
domanda inesistente?
all'epoca dei versi sciolti dalle costrizioni di sillabe e assonanze
detti anche filtri ad azione nobilitante

Attenzione!!
È permesso portare poesie
Solo in modica quantità e per consumo individuale!
Il bisogno di poesia c'è
È eclatante
Bisogno di scriversele di consumarsele
Al riparo della gente banale
Oppure... normale
Bisogno d'esser liberi nell'ideazione
e nell'espressione

Per far che?
Per metter la vita in forma
creare immagini
per mezzo di parole
E con queste sollecitare provocare
Un desiderio di domandare...

Ecco il valore d'uso:
bisogno di comunicare senza
chiaccherare, bisogno
di scavare nel profondo
di fermare il gioco
pestifero girotondo.

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 11/09/2010 20:39
    Illuminante. Grazie.
  • niche chessa il 04/09/2010 10:09
    é proprio così, sottoscrivo. La composizione è sempre più libera, spesso anche espressiva. Succede più spesso , mi pare, rispetto all'epoca dei maggiori vincoli compositivi, di incappare in tenacissimi luoghi comuni espressivi, ombre fedeli dell'epoca della globalizzazione, della standardizzazione, della toccata e fuga su immensi panorami. Sono pur sempre efficaci Testimonianze di questa epoca. No?
  • Anonimo il 22/07/2010 15:23
    intellettualmente ineccepibile. ciao
  • Anonimo il 01/07/2010 17:50
    Ho gradito.
    Un caro saluto.

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