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Vortici d'argento

Mele quadrate cadono
in acqua salmastra e vagante,
da un albero in fiore di secco cuoio.

Vortici d'argento
e spruzzi elicoidali
si spingono in un'area pesante e tersa.

Un cielo impazzito è
raffreddato continuamente
da una soffice pioggia e
da delicati mattoni di crudo aspetto
tinti di lilla e svuotati del loro peso.

Il signore a voi familiare guarda,
stringe nella mano un bruco rosso porpora,
lo stringe così forte da trasformarlo in farfalla
colorata e radiale di un paradiso irrealizzabile ma sperabile.

 

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7 commenti:

  • Gè Marcia il 10/07/2010 12:02
    Raphael, un benvenuto garantito su foglio di platino, accettato già da un maestro capace anche a te. Sarà un vero piacere imparare cose nuove
  • loretta margherita citarei il 09/07/2010 20:31
    la trovo molto originale bella
  • Anonimo il 09/07/2010 19:53
    Io ti do il mio benvenuto... qui si può imparare tanto
  • Gè Marcia il 09/07/2010 19:23
    Antonin, grazie, sei stato gentilissimo.

    Verto ora i miei occhi verso l'essenza della lettura, perche la mia ignoranza sia sempre meno chiara.
  • Anonimo il 09/07/2010 19:16
    Intendo un crescere d'intensità nella tua poesia... che sfocia nella chiusa finale
  • Gè Marcia il 09/07/2010 18:53
    Ciao, ti ringrazio, chi intendi come rossiniano?
  • Anonimo il 09/07/2010 18:37
    Bellissima chiusa... un crescendo rossiniano

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