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Succube di un dio maligno

Succube di un dio maligno
Colpito da crudeli metafore
Che dipingono il mio mondo
Come un mito da raggiungere.
Non voglio soccombere al suo cospetto
Ho voglia di gridare la mia libertà
Ho voglia di raccogliere seguaci
Per cantare liberamente in coro.
Allontanare le paure
Per un domani ormai incerto
Per affrontare con dignità
Il tempo che mi rimane.

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 13/07/2010 19:45
    Fantastica... un grido di disperazione che vorrebbe trovare un ascoltatore!
    5 stelle e lode

    A. R. G
  • Anonimo il 13/07/2010 19:09
    te ne rimane parecchissimo clem, credimi... però per scongiurare eventuali angioletti passeggeri che dicono amen, io mi gratto la tua poesia precedente che è meglio...
  • Anonimo il 13/07/2010 16:44
    Non ti sei messo a nudo a mio parere. La vedo in altro modo. Mi piace la tua voglia di essere te. Bravo davvero!
  • Anonimo il 13/07/2010 16:27
    Clem con questi versi metti a nudo te stesso ma nello stesso tempo ottieni
    rispetto... concordo con te, la vita è un incognita ed è giusto apprezzarla
    per quel che ci dona ora!!

    Bellissima poesia, introspezione e riflessione... grazie!

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