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Gabbiani al ristorante

Il Tuo piede
mi cerca
sotto il tavolo
a lume di candela

Le dita della mia mano
sfiorano
la pelle nuda
del Tuo avambraccio

Meravigliati
guardiamo
ad occhi socchiusi
una piccola
onda
nascente
in brividi

insolenti

rapaci

arrapati
come non mai
ci tuffiamo su un banco di pesci dorati

Ordiniamo
con trepidante Amore un gigantesco piatto di fritto misto con contorno di riso

Orgasmi sorridenti ci percorrono in solari riflessi le ali felici di essere l'Uno per l'Altro un gioioso argentato banchetto di festoso tumultuoso mare

 

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5 commenti:

  • - Giama - il 16/07/2010 00:19
    l'avevo già letta questo pomeriggio... grandiosa idea questa tua metaforica poesia, splendidamente espressa, come sempre!

    ciao e a presto
    giacomo
  • Annamaria Ribuk il 15/07/2010 13:45
    ... questi candidi (porcellosi)... gabbiani...
  • karen tognini il 15/07/2010 12:26
    Il fritto fa un effetto d'estate niente male!!!... ahahah

    Bellissima Vincenzo...

    bacio
    k
  • Anonimo il 15/07/2010 07:56
    mi piace questo tete a tete.. arrapati com non mai..
  • Anonimo il 15/07/2010 07:54
    Non posso che concentrarmi su quella frittura, quasi quasi salgo sulla paranza e me ne faccio una panza..

    Ciao

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