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Saluto alla vanità di una musa

percussioni tribali in questa calda notte di luglio,
"numerosi accorrete, affrettatevi, unitevi!
al richiamo che arriva fino alla fine del mondo,
questa è la festa dei pensieri destati dai sogni";
un bianco foglio di carta spogliato, sull'altare sorride,
con disprezzo guardato da un folto gruppo di ombre,
ammiratori non più segreti che gridano "al rogo";
mentre sfilano lettere a cui sono state mozzate le ali,
corteo di parole in catene trasformate in servitori,
per appagar capriccioso desiderio di sua maestà...

ma che valore hanno sono soltanto parole,
come quelle di colui che ammirate eppur le avea perse
parole, fuggenti parole, dai significati un po' ambigui, strani, molte volte fraintesi,
parole, soltanto parole, che domani apriranno spazi ad altre parole,
parole, parole a parlare di quello e di questo, di questo e di quello,
soltanto parole, parole che potranno ancora farti giocare, ballare, piacere...
ma regina che c'è? Mi sto forse sbagliando?
Non mi burlare, sappiamo entrambi che puoi fare a meno di me!
mentre tu forse non hai ancora compreso che questo mio fare,
è l'unico modo che io ho per vivere...

percussioni tribali in questa calda notte di luglio,
"numerosi accorrete, affrettatevi, unitevi"
domani è l'ultimo giorno in cui potrete ammirare,
quel che accade ai pensieri che adorano I sogni",
ma il bianco foglio di carta ha cominciato a danzare,
creando stupore in un folto gruppo di ombre,
ammiratori che brandendo fiaccole, ora gridano "a morte",
mentre si abbracciano lettere sopra al bianco lenzuolo,
parole che tessono vesti per nascondere nudo dolore,
appagando capriccioso desiderio di sua maestà...

ma che valore hanno sono soltanto parole,
come quelle di colui che ammirate mostrarvi quattro farfalle,
parole, fuggenti parole, dai significati un po' ambigui, strani, molte volte fraintesi,
parole, soltanto parole, che domani lasceranno spazio ad altre parole,
parole, parole a parlare di quello e di questo, di questo e di quello,
soltanto parole, parole che potranno ancora farti giocare, ballare, piacere...
ma regina che c'è? Mi sto forse sbagliando?
Non scherzare, sappiamo entrambi che non hai realmente bisogno di me,
mentre tu forse non hai ancora compreso che questo mio fare,
è l'unico modo che io ho per vivere...

 

l'autore Luigi Locatelli ha riportato queste note sull'opera

Ospitaletto 14_07_2010


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3 commenti:

  • dario caiazzo il 21/07/2011 19:58
    UNA CANZONE.. UN TEMA... UN QUELLO CHE VUOI MA NN UNA POESIA.. RITIRATEEEEEEEEEE
  • Anonimo il 16/07/2010 00:51
    meravigliosa canzone di un amore sofferto e vissuto con il cuore
  • loretta margherita citarei il 15/07/2010 20:04
    mi piace

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