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Catarsi

l dolore fugge lontano
nelle esotiche terre del Nulla,
impaurito e terrorizzato.
Mi sono seduto sulla riva del mare
limpido, cristallino,
specchio di vita,
il mare in cui si sposano ombra e luce.
Ho lasciato cadere a terra i miei stracci
e ho lavato le mie ossa
fragili per il logorio dei pensieri
mentre nelle mie vene
scorrono via ricordi e antichi odi
rimpiazzati dall'aria di salsedine
e dall'oscura luminosità
del firmamento.
Uno spirito primigenio
mi invita a seguirlo
nella schiuma marina,
le mie membra
ormai purificate
dalla sporcizia mondana.
I miei occhi non temono più la luce del Sole
e sono pronto a ricongiungermi
con le selve e i laghi
a diventare soffio di vento,
spirito lacustre,
o raggio lunare
e finalmente carpire
il senso più profondo
di un'esistenza che prima del lavacro purificatore
appariva vana, insostenibile e priva di senso.

 

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5 commenti:

  • Anonimo il 22/08/2010 20:09
    Ritrovare se stessi... abbandonando tristi pensieri, odio e ricordi..
    il tutto per ricominciare più forte.
  • loretta margherita citarei il 17/07/2010 04:39
    versi originali, intensi, molto bella
  • Anonimo il 17/07/2010 00:42
    ben tornato originalità per una bellisima poesia che prende
  • Salvatore Ferranti il 16/07/2010 19:38
    una bella poesia.
    complimenti vivissimi
  • laura cuppone il 16/07/2010 16:16
    tranne il piccolissimo refusino..(distrazione)...
    probabilmente la nostra essenza primordiale era espressa dai giochi antichi di quelle luci e ombre sul mare...

    bellissima!!!
    Laura

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