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Daytona (il numero)

Saltimbanchi correvano impazziti
la festa era appena cominciata,
il numero di oggi non mi piaceva proprio
e io, io mi preparavo il collo.

Luci di sera e odori di passaggio,
cercavo il posto mio
quello che senti in pancia
per fare pure oggi il pieno di speranza.

La piazza mi guardava, due statue sul portone
e tanti clienti in gabbia seduti ai tavolini.
Si, poteva andare, per una volta
in gabbia non sarei stato io!

Comincio questo show fingendo di accordare
mentre mi chiedo: li allieto o li sollazzo?
Che cambia, tanto il collo ce lo rimetto io
e il numero di oggi non mi scendeva giù.

Cerco di distrarmi guardando gli altri colli,
quelli che come me sedevano per terra
su pietre sporche di merda di piccione.
Barboni, ambulanti e artisti come me
che nella vita si erano buttati a pesce.

Ed ora si comincia sorrido a tutti quanti
con la chitarra stretta comincio il mio balletto,
le mani sulle corde e i piedi a schiacciar merda.
Ballavo, si ballavo... il numero di oggi quello del giullare.

Pensavo peggio, sorridono mi guardano
vuol dire che gli piace, magari questa sera
mi faccio un Tennessee e mi riprendo il collo.
Domani è un altro giorno ed io non so per chi.

 

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