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Data pubblicazione 30/07/2010       Numero di letture 62 letture     Commenti ricevuti 3 commenti     Su Facebook     Su twitter
3 voti

La dimora della cenere

Falene si cibano di sogni,
luci appese al mondo.

Ed i veli afferra la foglia
burrasca alla voce delle sirene.

Se aprissi fra dita le mani
il nettare dei suicidi

spalancandosi parole
unghie, scia di polline
alla testa i riccioli
strapperanno ogni dannata piuma
allo stormo, luna di amianto
l'argento bevuto, come neve
mi poso sul corpo la cenere.

 


3 commenti:

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  • francesca cuccia il 30/07/2010 19:55     [segnala un abuso]
    Malinconia e dolore ma
    in fondo questa e la vita piú dell'amore.
    Molto sentita, brava.
  • Sergio Fravolini il 30/07/2010 16:53     [segnala un abuso]
    Fantasie fantastiche di Falene e sogni. Cenere con cenere. Bello scritto.

    Sergio
  • Ignis Ignis il 30/07/2010 16:53     [segnala un abuso]
    Una poesia dal tono melanconico e pessimistico, arricchita da un'acuta analisi introspettiva condotta con elegante stile. Brava!
    Ignazio



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Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 2.5.

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