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La dimora della cenere

Falene si cibano di sogni,
luci appese al mondo.

Ed i veli afferra la foglia
burrasca alla voce delle sirene.

Se aprissi fra dita le mani
il nettare dei suicidi

spalancandosi parole
unghie, scia di polline
alla testa i riccioli
strapperanno ogni dannata piuma
allo stormo, luna di amianto
l'argento bevuto, come neve
mi poso sul corpo la cenere.

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 01/02/2013 23:46
    Non credo che i commenti abbiano c'entrato il significato dell'opera. Io non so capirlo, ma non credo sia così semplice. Forse hai scelto la comunicazione per immagini, per lampi che saltano da una circostanza all'altra. La trovo comunque interessante.
  • francesca cuccia il 30/07/2010 19:55
    Malinconia e dolore ma
    in fondo questa e la vita piú dell'amore.
    Molto sentita, brava.
  • Sergio Fravolini il 30/07/2010 16:53
    Fantasie fantastiche di Falene e sogni. Cenere con cenere. Bello scritto.

    Sergio
  • Aedo il 30/07/2010 16:53
    Una poesia dal tono melanconico e pessimistico, arricchita da un'acuta analisi introspettiva condotta con elegante stile. Brava!
    Ignazio

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