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Fuga

Un auto che va
nella notte buia
sfrecciando
per un lungo rettilineo.
Corro
pressando sul pedale dell'acceleratore,
incurante dei limiti
di velocità.
Sono padrone
di quel nastro nero
diviso al centro da una striscia bianca,
a volte continua altre tratteggiata,
un'altra è disegnata sulla mia destra,
al suo fianco degli alberi dall'alto fusto
che, mestamente, arrestano lo spazio percorribile.
Un confine invalicabile.
Dal senso opposto, alla mia sinistra,
appaiono dei fari che scompaiono subito dopo;
respiro una fresca ed umida aria
che però non mi basta.
Il vento che penetra dal finestrino
non riesce a trascianare altrove
dei pensieri
che vorticano entro l'abitacolo...

Arrivo nel lungomare della fu Kefaloidion,
scendo e cammino per il marciapiede, quasi deserto,
inalando l'aria salmastra proveniente dal sottostante mare che,
fermatomi, scruto findove il mio occhio l'afferra.
La luna, bonaria, offre il suo sorriso sulla placida superficie
nella quale mi verrebbe di tuffarmi per farmi abbracciare e,
cullato, trasportare dalla sua carezzevole corrente
in un mondo misterioso ma fantastico
dimentico d'ogni cruccio che, maledettamente, m'assale.

 

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5 commenti:

  • Inchiappa Vito I Song il 19/08/2010 21:26
    Grazie dei commenti.
  • patrizia chini il 11/08/2010 10:09
    il mondo di chi corre alla ricerca di una pace che non trova in altro modo...
    quel bisogno di aria che si vorrebbe, con la velocità, far entrare dal finestrino èun bisogno impellente difficile da contenere... e non sempre si scende poi a guardare la luna che si specchia nel mare di Kefaloidion...
    immagini forti che suscitano emozioni
  • Giacomo Scimonelli il 10/08/2010 21:25
    originale... ben scritta... piaciuta
  • Anonimo il 10/08/2010 15:54
    Mi piace come scrivi.
    Ogni volta è come se iniziassi un viaggio a me familiare!
    Davvero bravo Vito!


    A. R. G
  • loretta margherita citarei il 10/08/2010 14:49
    bella riflessione, lirica apprezzata

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