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Ballata dell'emigrante

Mio nonno Salvatore,
salvatosi dal male
a cui era codannato
per tutti fu, soltanto,
"Liberato".

quando tornò soldato
prese il mare e...
"Liberato è emigrato"
"Liberato è tornato"
"Liberato è ripartito"
...
Mio padre nacque là,
in America, a New York
terra di contraddizioni
ricchi poveri e barboni
sconfinate praterie
branchi e branchi di animali
...
quanti zigomi diversi
tante facce
tante storie
tutti attori a recitare
nel copione della vita
tra rifiuti e cassonetti
...
tante braccia a lavorare
mentre sognano l'Italia
tutti scuri di carbone
sono anime in esilio...
Niente casa
niente amore.

 

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2 commenti:

  • dino sauro il 11/08/2010 09:30
    Bella, piacevole a leggersi, anche se qualche rima in più, trattandosi di una ballata, avrebbe giovato. Impegnativo e serio l'argomento, ben svolto.
  • Giacomo Scimonelli il 11/08/2010 06:58
    niente casa... niente amore... emigrare era davvero doloroso

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