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Settantasette

Porgendole a te vicine queste parole, al loro arrivo,
giungendoti in ombre e luci, com' una pavida chiazza,
desiderar nient'altro che rivederti, ed io schivo,
facendo ora dei miei sguardi e gesti una succinta brezza,
si, di parole e parole, e non bastarmi, come il sole estivo,
le sue ombre, ed i color cambiar forma di giorno come creta grezza,

così immaginarti nel pensier più lieto e giulivo,
ad ogni mutar della loro forma senza stazza,
leggiadre arrivar serali al loro approdo nativo.

Come quelle ombre, ecco le parole mie adagiarsi su di un'ala pazza,
quella d'un gabbiano, volar infine verso levante, furtivo,
così, all'imbrunire, posarsi infine queste parole e quelle ombre... in una carezza.

 

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 22/08/2013 10:55
    Molto apprezzata, complimenti.

2 commenti: