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Ottantaquattro

in questa poca mano, ecco le mie parole,
non giungerti mai, se non inaudite,
come d'estate il trillo delle luci del sole,
quaggiù lambir sagaci le onde mai sopite...

non giungerti mai, se non per caso,
come il posarsi delle fronde, dalla calura intirizzite,
adagiandosi su ogni asfalto, dai profumi invaso,
per infine dissolversi nel nulla, nel vento svanite...

non giungerti mai, se non ogni volta,
chiudendo gli occhi davanti ogni tramonto,
al sol calante, ed alla sua luce folta,
senz'alcun bisogno di pensare, per incanto...

 

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8 commenti     0 recensioni    

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8 commenti:

  • Anonimo il 29/08/2010 07:09
    Bellissima opera, versi eccezionali!
  • Cal laral il 19/08/2010 16:40
    ehmm, le numero perchè non hanno un titolo: sono versi sciolti che compongono un'unica poesia che scrivo mano a mano...
  • tania rybak il 19/08/2010 00:49
    ha ragione vincenzo, te lo auguro con utto il cuore... domanda, perchè hai numerato le tue poesie?
  • laura marchetti il 18/08/2010 16:46
    bellissima... per capire il titolo ho iniziato a contare le parole come un telegramma
  • Cal laral il 18/08/2010 16:41
    Grazie a tutti per i vostri commenti.
  • loretta margherita citarei il 18/08/2010 15:41
    bellissima, coinvolgente poesia,
  • laura cuppone il 18/08/2010 13:32
    certe lunghezze d'onda sono intrinseche nelle sintonie...

    bella!
    Laura
  • vincent corbo il 18/08/2010 12:56
    Se non sei un'autore noto al grande pubblico, credo che lo sarai presto; anzi te lo auguro sinceramente.