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Al mio peccato

Profumi d'orchidee adornano il vostro riso,
ed i vostri capelli emanano un soave odor d'amore.

Ve lo dissi... lo rammentate?

Il gelo che pietrifica il mio dolore
col tepore dei vostri baci si dissolve.
Tramuta il mio affanno in divino idromele,
da saggiare sulla vostra pelle umida.

Le mani candide vostre mi sfiorano le gote,
pronunziando versi che da tempo attesi.

Vi amo mia dolcezza...
Vi amo mio candore...

Mio peccato prediletto...
Giacerò con voi negli inferi più scuri...
Questo idilliaco travaglio
non angustia le mie voglie,
ma le sazia e le rende goduriose.

Quanti remoti attimi
dovranno ancor passare
per gustare con passione
i vostri candidi boccioli di rosa
che le vostre labbra vanno a plasmare?

Attendetemi, mio signore...
Gli inverni cadranno di nuovo
sui nostri corpi stremati.

 

l'autore Nenia Samael ha riportato queste note sull'opera

Scritta nell'anno 2006


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0 recensioni:

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13 commenti:

  • Nenia Samael il 20/08/2010 19:26
    Ma queste sono quelle vecchie! Voglio cercar di metterle tutte cosi "me le tolgo".. eheheh!
  • Fabio Mancini il 20/08/2010 19:00
    Se posso darti un consiglio: Non ti sparare tutte le poesie in un solo giorno! Un bacio, Fabio.
  • Nenia Samael il 20/08/2010 18:08
    Grazie mille Fabio!
    Bè, Internet è uno sturmento dannato ma allo stesso tempo una salvezza in certe occasioni... spesso è un covo di menzogne mascherato da Eden...
    A mio parere colui che "studia" su Internet rimane ignorante, dato che una buona percentuale di notizie in rete non hanno dei fondamenti sicuri...
    I libri, amici fidati, sono sempre la migliore soluzione... e più sono datati più sono attendibili... viva la carta stampata!
    A presto e grazie per lo scambio di idee!
  • Fabio Mancini il 20/08/2010 17:36
    Nel mio piccolo (ma molto piccolo) anch'io so qualcosina di religione, pur non studiando Teologia e raccontando, ma senza competenza. Il fascino di internet è che offre uguale possibilità al colto come all'ignorante; al pensatore come all'istintuale. L'informità della rete tutto conforma e appiattisce, ricorda il caos primordiale della creazione, quando la luce era connaturata all'ombra e la terra mescolata all'acqua, ma per fortuna anche nella rete ogni tanto c'è un bagliore che restituisce ordine e luce alle cose. Sono piacevolmente sorpreso della tua bravura e ti auguro fortuna e serenità per i tuoi studi e le tue passioni. Un sorriso, Fabio.
  • Nenia Samael il 20/08/2010 16:44
    post scriptum: non toglie il fatto che mi sono espressa male eh!
  • Nenia Samael il 20/08/2010 16:35
    Caro Fabio, so bene che cosa sia il peccato e come e dove siano stati collocati nei gironi Danteschi... inoltre studio Teologia, quindi di religione qualcosina ne so (è una delle mie più grandi passioni!)..
    Ho detto "ingordigia" non per dire "gola" ma per indicare l'eccesso di ingoiare che può indicare ingoiare il cibo, come ingoiare la passione o ingoiare le sessualità... In fondo i peccati sono "gli eccessi" e il termine "ingordigia" mi è parso il più giusto per descrivere un eccesso di PECCATI, non di uno solo, anche perchè un emozione proibita i peccati li contiene un po' tutti...
    Comunque, per pignolare, questa poesia l'ho scritta a 19 anni!
    La poesia di cui parli invece - Anime indivisibili - risale a qualche giorno fa...
  • Fabio Mancini il 20/08/2010 16:23
    Cara, Manuela, ti ringrazio del "caro" e della cortesia usata nel rispondermi. I tuoi versi sono eleganti perché usano un linguaggio antico che colloca la tua poesia fuori dal presente, con l'intenzione nemmeno tanto nascosta di un'allocazione fuori dal tempo. Noto che la passione, l'eros, la libidine, la lussuria (questa volta intesa come peccato di incontinenza verso i desideri carnali) incentrano le tue creazioni letterarie e sono più che adeguate alla tua età (24 anni). Forse la mia domanda è andata al di là delle tue conoscenze perché del peccare non se ne occupa la poesia, ma la religione!. Il tuo peccato non è quindi di ingordigia, ma di lussuria, vedi ad esempio, il tredicesimo verso, il sedicesimo e l'ultimo, nei quali i riferimenti alla carnalità sono più che evidenti e non hanno nulla a che vedere con l'ingordigia che è la propensione all'accumulo di cibo e di ricchezze. Faccio questa differenza non per mettere in risalto le mie conoscenze e annichilire le tue convinzioni personali, ma per puntualizzare i termini e i concetti che per chi scrive dovrebbero essere ben chiari. Ciò non toglie nulla alla tua bravura come poetessa e la tua ultima pubblicazione: "Anime indivisibili" ne è una prova tangibile. Faccio inoltre presente, che hai suscitato (o resuscitato, perché assente da svariato tempo) l'intervento di Matilda De Mori e ciò a mio avviso è un grande merito. Un sorriso, Fabio.
  • Nenia Samael il 20/08/2010 16:22
    vi ringrazio!<3
    Giuseppe, senza il peccato non ci sarebbe la redenzione, quindi ben venga
  • Kartika Blue il 20/08/2010 10:21
    piaciuta tantissimo!!!!
  • Giuseppe Bellanca il 19/08/2010 19:55
    Nenia chi non ha peccato scagli la prima pietra.
    Parlando della poesia la trovo molto intensa dai contenuti forti, espressa in versi ben delineati. piaciuta. ciao.
  • Aedo il 19/08/2010 19:48
    Una poesia dai contenuti forti, ma incisivi. Brava!
    Ignazio
  • Nenia Samael il 19/08/2010 19:35
    Caro Fabio, dedicai questa poesia ad una persona che a quei tempi non potevo avere... era un peccato di ingordigia forse.. volevo troppo, piu di quello che davvero meritavo in quel momento... spero di averti risposto adeguatamente!^_^
  • Fabio Mancini il 19/08/2010 17:32
    Noto che hai un vivo interesse nei riguardi del peccato. Ma cos'è il peccato, Nenia? Nel linguaggio comune il "peccato" sono le occasioni perse. Non hai fatto tredici per un soffio? Ma che peccato! All'esame non hai raggiunto il massimo dei voti? È davvero un peccato! Mi piacerebbe che tu mi spiegassi. Grazie, Nenia. Fabio.

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