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Ottantotto

e dirti ancora una parola,
non bastandomi quegli attimi passati assieme,
quando stringendosi in me un nuovo mondo in gola,
ecco ammassarsi quei suoni, come iene,
scalpitar fameliche schiacciando a suola
ogni giovane erba delle savane vivide e piene,
o i sogni infrangersi su un'umile stuoia,
ogni notte, non avendo io nelle vene
che misero sangue scorrer livido e viola
nello stesso senso, tornando al cuore senza speme,
come in una nuova guerra, come su un nuovo fiume Aniene,
sulle cui rive eccoli giacere i cadaveri dei soldati, ancora in catene...

 

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