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La canoscenza mai

Un blondo e vile barlume s'effonde
nell'are adorna
che splende e pare
che la canoscenza mia sia vergogna.
E come disadatto io mi sento
bramo sapere, bramo dolente
senza amore, senza sgomento.
Io così , oggi mi rimembro
che si porìa esser gai senza divertimento.
Io sapea che grand'uomini son quelli
che lascian claro nel pensiero delle genti
il cinguettio dei morti sapienti.
Ora ch'io debbo andare
cedo a te
uomo, la piagenza
e la tua agre vita compare.

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 20/08/2010 18:09
    Linguaggio classicheggiante!
    Davvero apprezzata!


    A. R. G
  • Margherita Arnone il 20/08/2010 16:03
    complimenti davvero... non tutti si esprimono con questo linguaggio filosofico... bella poesia... benvenuto...

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