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Straniero

STRANIERO


Straniero mi aggiro per Vie che son note,
monatto e appestato in un Mondo di cui conosco ogni ruga.
Eppure io sono Straniero!
Percorro Strade che son sempre uguali, monotoni solchi di Vite perdute,
percorsi obbligati per chi è costretto ad errare.
Straniero continua, non ti è concesso sostare!
Quando mi fermo è per tendere la mano,
davanti alle Chiese, a crocicchi di Strade, miserabili solchi di Vite sprecate,
la mano che tendo non elemosina pane,
non chiede mercede per panni migliori,
quello che brama sono due soldi per bere,
un goccio di Morte,
da tracannare nell'angolo oscuro di una Strada sbarrata.
Perché l'Immondo, il mio padrone, non si pasce di cibo,
ma di liquame, di quella miscela che Bacco ci ha tramandato.
Straniero coatto, non per vocazione, fu facile rendermi schiavo,
abbagliato dal rutilante luccichio di cristalli preziosi,
dal tintinnare di cento bottiglie,
che all'interno del loro cuore di vetro custodiscono false promesse.
Ora il bagliore si è spento, dal cartone rimbalza una nota stonata,
non rimane che lo struggente ricordo di promesse mai mantenute.
Per il Male che ho fatto non c'è prescrizione,
sulla mia Croce non c'è Redenzione,
nemmeno i Ladroni mi fan compagnia, sono solo, Straniero riprendo la Via.
Inginocchiato, prostrato,
quasi morto alla Vita dell'Anima, ma ahimè! non a quella del corpo,
mi guardo le piaghe e chiedo perdono.
Straniero nessuno risponde, sei solo!
Un po di pietà per un uomo che soffre!!
Uomo??
L'umano consorzio dal suo Albo ormai ti ha radiato,
Straniero che tu sia dannato!
Col capo ormai chino attendo la Falce della Bianca Signora
ché doni l'oblio a questo tristo figuro.
Un frullare d'ali cattura il mio sguardo, ma un velo mortale impedisce il vedere.
Che sia un Angelo inviato dal Cielo!?
Non odo le Trombe,
non scorgo la Spada che con moto d'imperio mi segni la Via,
ma mi giunge una Voce soave:
"Già troppo hai sofferto, vieni giù dalla Croce,
chiudi la mente al comando del Male!
Uomo discendi il Calvario, ai piedi del Golgota troverai una Porta
non hai che da aprirla,
varca la Soglia e il nome "STRANIERO" verrà cancellato,
dalle sue ceneri, come Araba Fenice, sorgerà un Neonato,
che non avrà Genitori ma solo Fratelli,
che come Lui hanno chiesto che come a Lui è stato dato."

 

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2 commenti:

  • sara rota il 28/12/2007 14:04
    Non esiste straniero che Dio non ami e per fortuna anche per lui le porte del Paradiso sono e saranno sempre aperte. Poesia malinconica, ben scritta. Rappresentante di una realtà che purtroppo ci circonda.

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