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L'Uomo Spezzato

L'UOMO SPEZZATO



Un uomo Spezzato stava seduto sulle panche di una Cattedrale,
vestito di stracci, cencioso nel cuore,
il viso disfatto, occhi infossati, zigomi aguzzi,
i connotati dell'uomo che soffre.
Le gote scavate coperte da strati di lordume antico,
anch'esso coperto da ispida barba,
sono il marchio rovente dell'uomo che non nutre speranza.
Nel suo vaniloquio parlava con Dio,
mescolava preghiere a pensieri blasfemi,
malediva i suoi Avi e l'umano consorzio,
chiedeva soltanto un istante di Pace.
In quel momento il martirio era così grande che dalla sua bocca,
misera cosa ormai orba di denti,
perle d'avorio immolate in olocausto al suo liquido Dio,
dalla sua bocca dicevo, perdonate il mio divagare,
risuonò con rombo di tuono, per le volte dell'antico Tempio,
una supplica muta e tremenda:
"Basta son vinto! inchioda anche me sulla Tua Croce,
oh! Figlio di Dio, Ti rendo l'Anima al morir del sole,
ma,
Ti scongiuro allontana da me quel Calice
colmo del Veleno che non voglio più bere!"
Dalle arcate di quel Sacro Sito risuonò soltanto, con urlo ferino,
l'atroce silenzio di chi non vuole parlare,
lo sdegnoso rifiuto di chi non vuole ascoltare.
Ma se il Padre ed il Figlio restarono muti,
la Grazia Divina non fu sorda a sì feroce patire,
costrinse quell'uomo ridotto in brani a leggere dentro il suo cuore,
affinché avesse risposta alla sua invocazione.
E l'uomo Spezzato udì parole che era lui stesso a pronunciare:
"Quando raccolsi dell'umile fango lo plasmai a mia immagine e somiglianza,
poi con soffio Divino gli diedi la Vita
dopo di ciò gli concessi l'Arbitrio di sceglier la Via.
Ora Tu sai perché non voglio indicarti il Cammino.
C'è sempre un Bivio cui approdare,
una Strada è in Salita, l'altra Discende, tua è la scelta su quale seguire.
Quella che sale è un arduo viaggiare, ma verso la Vetta conduce,
quella che scende è più leggera ma il suo traguardo è il Fondo del Pozzo."
Quelle parole un poco oscure non furon bastanti a lenire l'orrore,
la disperazione, come cane mordace,

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2 commenti:

  • Francesco Ridolfi il 09/03/2008 02:14
    Troppe parole. Mi spiego in alcuni frangenti è possibile scorgere la scintilla dell'ispirazione ma la soffochi nel voler utilizzare troppe parole. cerca di essere più naturale e produrre frasi meno costruite con inversioni arcaiche di soggetti, predicati e complementi meglio "conduce verso la vetta" che "verso la vetta conduce" e poi evita di dare spiegazioni tipo "perdonate il mio divagare". Al momento l'impressione è che il testo si avvicini di più alla prosa che alla poesia, appare un racconto in embrione in cui è visibile il cuore pulsante della vicenda di un uomo vittima dell'alcolismo che trova in un altro uomo con la sua stessa esperienza la strada per la rinascita... prova a svilupparlo come racconto potrebbe offrire spunti molto interessanti
  • Ada FIRINO il 21/12/2007 21:38
    Bella anche questa tua poesia! Colma di fervida fede,
    In fondo alla strada... l'Amore, che tutto redime. I tuoi versi denotano una vasta cultura e scorrono, scivolando leggeri per l'orecchio che ode.
    Ada

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