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Sussulti

Soffoco dentro a latitanti pensieri.
Vagano lesti, vagano soli, questi momenti di terra e di fuoco.
Come onde impazzite si infrangono a riva.
Niente vento e niente rumore.
Solo un carnevale di ire e molestie.
Il sussurro del fiato che arrivava alla pelle ora tace.
Ora non suonano mesti cetre e violini.
In questa notte di polvere e fango niente fate o spiriti lievi.
Solo me stessa ad imboccare una strada.
Un divario scottante questo scendere improvviso e questo amaro risalire.
Vorrei solo spazio per rintanarmi nel caldo e vorrei ghiaccio e sporco per punirmi di nuovo.
Tra le righe di inchiostro mi abbandono e ritrovo ogni volta.
Ogni volta che il petto chiede fioco il riposo.
Riposo ora c'è.
Nelle livide lettere e nelle cantine d'agosto.
Attendo ancora il ritorno di un giorno più dolce.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • August Mishell il 14/07/2013 15:37
    È una sequenza introspettiva, un viaggio dell'anima, una spinta della vita x la vita; nelle cantine d'agosto troveremo riparo!

3 commenti:

  • Anonimo il 24/09/2010 14:15
    Irrequieta. Se sei con te stessa, non sei affatto sola. Hai la miglior compagna di viaggio, qualsiasi strada sia. Carta e penna saranno testimoni di dove andrai, tutto il resto diventerà storia
  • Salvatore Ferranti il 24/08/2010 14:01
    bella poesia.
    complimenti. mi è piaciuta molto
  • Sergio Fravolini il 22/08/2010 17:02
    L'attesa di un giorno più dolce.

    Sergio