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Talita kum

Affondo il mio passo di granito
nella sabbia delle corsie..
Ti raggiungo, sosto davanti al tuo lettino
mentre sogni terre sconfinate;
sei ferito.
La tua ala sanguinante
non ha più la forza delle lunghe traversate.
Sei ferito.
abbracci lembi di cielo
mentre pronunci un nome, il tuo nome,
per non dimenticarlo,
per non perdere la strada d'azzurro asfalto
che ti riconduca al faro
orfano dei tuoi sorrisi,
accarezzato dall'ultimo asfodelo
come gladio di Luce divina
a diradare ombre d'esistenza.
Lotta, lotta, lotta
non permettere che la vita diserti le tue vene
sròsati ancora di pure meraviglie,
inebriati ancora d'infinito.

Carlito, figlio mio...
Io te lo chiedo "Vivi!

 

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5 commenti:

  • anna marinelli il 14/11/2011 20:22
    il guaio è che è mia e non riesco più a postarla perchè il sito mi dice "è di un altro autore" !!!!!
  • Dora Forino il 23/06/2011 11:17
    Quanta emozione rileggere questa bellisima poesia dedicato a Carlto, il ragazzo del faro.
    Davvero dirompente. Lotta, lotta, lotta
    non permettere che la vita diserti le tue vene
    sròsati ancora di pure meraviglie,
    inebriati ancora d'infinito.

  • marinella addis il 23/08/2010 17:08
    vivi... impossibile non commuoversi! bella
  • Giacomo Scimonelli il 23/08/2010 16:28
    scritta magistralmente... poesia che entra dentro il cuore fin dalla prima lettura...
  • laura marchetti il 23/08/2010 14:16
    una dedica piena di amore e di vita

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