PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Il mio peccato mi sta d'innanzi

Nella carne ho cercato l'oblio,
come se il solco dei glutei,
fosse l'elisir contro la tristezza,
mai il piacere mi feci mancare,
col desio di guarir dall'atavico male.
Gli accoglienti seni, addolcivano
I pensieri, ma non alleviavano il peso
d'una coscienza solitaria e senza luce.
Chiesi a Dio un segno ed Egli mi ascoltò,
poiché riconoscendo il mio limite
volli che il suo abbraccio,
mi stringesse il cuore.

 

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

14 commenti:

  • Pietro Saltarelli il 19/01/2013 19:58
    Quando cerchiamo il Signore con cuore sincero e contrito, Egli si fa trovare e non ci fa mai mancare il suo Abbraccio sincero.
    Egli ascolta sempre il grido del povero che grida a lui.
    Ti benedico.
    A presto
  • Rosarita De Martino il 10/06/2012 20:05
    Che grazia hai ricevuto: l'ascolto di Dio. Auguri! Con simpatia. Rosarita
  • Anonimo il 03/09/2010 10:54
    Sono versi complessi da cui si sprigiona un'elevazione verso quel Padre che tutto di noi conosce... belli intensi pieni, di quelli che non si dimenticano e vanno inseriti nei preferiti.
    Le tue opere leggendole sono ricche di quella parte di mondo che solo un occhio attento sul mondo può riuscire a carpire nelle sue sfumature più nascoste.
    Complimenti per te e per come riesci a fotografare la vita nei suoi aspetti
  • tania rybak il 24/08/2010 23:22
    perfettamente:
  • tania rybak il 24/08/2010 23:21
    scusa, perfettamente
  • tania rybak il 24/08/2010 23:20
    è vero Fabio, solo lui è capace ti ascoltraci e di amarci veramente, nessun altro piacere può essere paragonato al suo amore, ti capisco prefettamente, bellissima
  • Anonimo il 24/08/2010 22:10
    Bellissima poesia.
  • giovanni crisostomo il 24/08/2010 18:24
    Atavico senso di colpa dei cattolici quando affrontano il sesso, vivendolo come peccato. Forse il terzo millennio non è cominciato per tutti.
  • Anonimo il 24/08/2010 16:58
    Le risposte sono dentro di noi, solo che a volte non vogliamo leggerle...
  • Giacomo Scimonelli il 24/08/2010 15:37
    versi finali stupendi... scritta da vero poeta... complimenti
  • loretta margherita citarei il 24/08/2010 15:14
    bellissimi gli ultimi versi
  • suzj hoing il 24/08/2010 14:21
    è nella norma il peccato che tu descrivi, continueremo a peccare,è meglio!
  • Laura cuoricino il 24/08/2010 13:08
    LUI è sempre là che ci aspetta, ci consola, nonostante le nostre fragilità umane...
    Bellissima!
    Ciao. Cuoricino.
  • laura marchetti il 24/08/2010 12:42
    non c'è niente che può appagare di più di una serenità interiore...

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0