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Mamma, perchè hai venduto il latte?

Hai nutrito figlie e affetti
affettandoti e distribuendoti a noi
equamente, con costanza,
fetta dopo fetta.

Così ora ti ritrovi a raccogliere fette di te
sparse e smangiucchiate
cercando di rammendarti e ricucirti
riprendendo la tua forma originale.

Riempendola di ciò che sei
o che ti ricordi di esser stata
prima che iniziassimo ad affettarti
per la nostra fame e ingordigia.

Senza accorgerci
e accorgerti
che potevamo nutrirci di te
anche senza Mangiarti.

 

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0 recensioni:

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10 commenti:

  • mario toni il 02/09/2010 08:20
    Ciao Rosanna,
    mi ha incuriosito il titolo della tua opera, e devo dire che è molto profonda. Va sicuramente riletta e da diversi spunti di riflessione. Credo comunque che il titolo sia davvero d'effetto, quasi una poesia a se! Buona giornata, mario
  • vincent corbo il 28/08/2010 14:19
    Adesso ti comprendo pienamente e concordo con ciò che scrivi.
  • rosanna erre il 28/08/2010 13:32
    Bravo Vincenzo, l'avevi capita... tu si che mi dai tante soddisfazioni!
    A parte gli scherzi... più che altro intendo dire che quello che tento di scrivere, chiamiamola pseudo-poesia, è già l'essenza del mio sentire o del mio pensiero - un sentire o pensiero a cui cerco di dare emozione, un "senso" o un "non senso". È già scritto tutto lì. È un concentrato di cose, dove un "di" piuttosto che un "con" può sottointendere tutto un abisso - dove una virgola in una certa posizione non è lì a caso. Diciamo che meglio di così, nel momento in cui la scrivo, non la sò esprimere quella cosa. Andare poi a spiegarla comporterebbe un labirinto intrecciato di confusioni e un papiro infinito e contorto che toglie, non so... l'emozione, la magia direi, esagerando un pò. Non sto parlando di questa mia in particolare, la cui spiegazione tra l'altro l'ho scritta velocemente dal lavoro, ma se è veramente il caso che uno spieghi quello che già ha tentato di spiegare meglio al massimo delle sue possibilità di quel momento - non dico che è sbagliato ma soltanto che mi sembra squallido.
  • vincent corbo il 28/08/2010 07:17
    Non autocommiserarti, è più che logico e anche naturale dare delle spiegazioni sulle proprie opere, se non sono surreali. Comunque, non per vantarmi, ma qualcosa avevo compreso: è un tema molto interessante e scritto con un pizzico di surrealismo.
  • rosanna erre il 28/08/2010 00:14
    che squallore rileggere la mia spiegazione alla mia poesia
    -spero di non farlo mai più-
  • rosanna erre il 26/08/2010 18:22
    x Vincenzo: purtroppo non è solo in questo periodo che non ci stò con la testa... la cosa è cronica.
    x chanel: il titolo si riferisce all'idea di una madre che, spinta da troppo amore, invece di allattare i flgli con il proprio lo latte, lo vende e col denaro pensa di poter dare qualcosa di meglio ai figli. Poi, nel testo, questa madre si ritrova, sempre per il troppo amore, a dover "affettarsi" per nutrirli (sia perchè non ha più il latte e sia perchè i figli sono, senza cattiveria, ingordi). Quando i figli sono grandi la madre si guarda indietro e non si ritrova.
    L'ultima quartina dovrebbe dare il senso di tutto (in teoria)
    Grazie per la lettura
  • Anonimo il 26/08/2010 17:51
    Particolare!
    Da rileggere!


    A. R. G
  • vincent corbo il 26/08/2010 17:21
    Scherzo naturalmente...
  • vincent corbo il 26/08/2010 17:16
    No Chanel, hai capito benissimo, il fatto è che in questo periodo Rosanna non ci sta con la testa, il caldo e l'afa quest'estate ci hanno dato una bella batosta...
  • chanel Jolie il 26/08/2010 16:58
    non è male, ma il titolo nn si addice,
    venduto il latte?
    magari nn ho capito, in questo caso chiedo scusa.

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