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Gemma

Vidi Gemma soffiare via la sua vita
mista al fumo di una sigaretta, stretta tra le dita;
la vidi liberare, un'anima
che tentava di fuggire; ad ogni colpo di tosse:
non voleva dividere il suo destino con lei
sapendo già quale fosse.
La freccia, dopo che dall'arco scocca
ci mise poco, a renderla la donna col fiore in bocca.

Quando scoprì di essere malata, di un incurabile male
scelse di vivere il giorno che le sarà fatale:
lo vide sorgere senza capelli
versando lacrime sui nidi d'uccelli.

Aspettò la pioggia per non piangere sola
il fulmine allora, aspettò lei, e provò compassione;
andò ad asciugarle dal viso
le gocce nemiche d'ogni sorriso:
ma il fulmine mai! aveva imparato
nessuno! mai! gliene aveva parlato

che sono perle le lacrime, ma fanno un altro mestiere
ed è l'acqua che vive nel loro sapere.
E nell'acqua si sa, passa corrente
ed il fulmine in piena risalì, controcorrente.

Nacquero nude sul capo chiome, lucenti
fulgidi aghi domati dai venti;
fu ornata di trecce quando l'acqua esplose
dal cielo la pioggia non concimava le rose:
ma ornò in un istante, il cielo più distante
ogni goccia si mutava in un fulmine accecante.

Quando il mondo riprese a vedere
Gemma pareva svanita
perduta come sabbia che vola tra le dita;
quand'ecco che invece, valchiria si fece:
era Gemma tornata con sembianze diverse,
ma pareva, che le pupille le si fossero perse.

Lei rese vendetta ciò che era nel mondo, seminando il terrore
dove l'uomo non era riuscito a far attecchire l'amore.
Finché, un giorno mise la mano, nel terreno bagnato
dove giaceva sepolto di fresco, il suo amato.

Scoprì allora che fulmine e suolo
vanno d'accordo come la gravità ed il volo;
lei fu ripresa da un omaggio di voci:
venivano tutte dalle sue croci;
le dicevano in coro, non profanare questa terra

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 10/05/2014 05:49
    apprezzta... complimernti.

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