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Lo scemo del villaggio

Son lo scemo del villaggio
dicon tutti sono ostaggio
di una strana malattia
devo sempre dir la mia!
Al tradito fo le corna
e poi quello mi ritorna
un grandissimo calcione
ma non ha gran precisione
io lo schivo e scappo via
simulando una zoppia.
Son lo scemo del villaggio
ed a tutti faccio omaggio
di sberleffi e di boccacce
ma non dico parolacce.
Alla scialba zitellina
dico: sei proprio carina
ti potrei anche sposare
ma sai quanto devi dare
All'avaro chiedo mille
per veder che fa scintille
poi gli getto una moneta
e lui subito s'acqueta.
Al signore d'importanza
tutto boria e tutto panza
che sen sta nel gran villone
gli ho cacato nell'androne.
Al poeta letterato
che si crede rinomato
mentre recita i suoi saggi
lancio fradici gli ortaggi
Son lo scemo del paese
ma almen due volte al mese
vado a farmi una sveltina
dalla sora Pasqualina
che è tanto di buon cuore
e mi dà un poco d'amore.

 

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6 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Antonio Garganese il 02/08/2012 17:00
    Interessante ritratto: spesso lo scemo del villaggio tale non è. È solo uno che ha la libertà di sbattere in faccia al prossimo i suoi eccessi e le sue miserie schermandosi dietro ciò che Pirandello definì "la corda pazza".

6 commenti:

  • Anonimo il 01/09/2010 15:33
    Adoro le rime anche se dicono che non vanno di moda. La tua poesia mi ha talmente divertita che sono contenta di averla letta.
  • ignazio de michele il 30/08/2010 19:51
    eeeeeeh, graaaaandissimo e fortissimo!
  • Anonimo il 29/08/2010 21:57
    Bravo, originale e carica d'ironia, trasmette gioia al cuore...
  • vincent corbo il 29/08/2010 16:07
    Ma che simpatica canaglia! Che devi sempre dir la tua lo avevo intuito...
  • Manuela Magi il 29/08/2010 16:02
    E lo scemo del villaggio,
    si destreggia a rime scelte,
    chi le scrive e chi le legge
    ride forte a crepapelle.
    Un giullare che diverte
    colto, ameno, intelligente.
    Nel paese dove vive
    dice a tutti cose vere.
    Con la scusa di esser tonto
    spadroneggia a destra e manca
    fino a quando giunge sera
    e dalla gaia Pasqualina
    ... si dimena.

    Chiedo venia per il controcanto, non ho saputo resistere.
  • loretta margherita citarei il 29/08/2010 14:03
    ironica mi ha divertito

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