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Orfanello

È notte
sei un ago in un pagliaio
goccia in un oceano
granello di sabbia su di una spiaggia
chicco in sacco di riso
uno dei tanti tra la folla.
Nessuno ti vede
nessuno ti nota
e tu piangi
piangi perché sei solo
sei solo perché i tuoi sono chiamati al Signore
ed hai paura
paura di morire?
No, non di certo
paura di restare da solo, di vivere.
Di vivere senza la luce guida di mamma e papà
di prendere la via errata nel bivio del destino
che imperversa furibondo il tuo cammino.
È l'alba, quel flebile bagliore
un raggio quasi impercettibile,
una donna e un uomo con un assistente sociale,
mentre tra le lacrime della lontananza
lentamente si fa spazio una speranza...

 

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7 commenti:

  • Virginio Giovagnoli il 09/06/2011 20:59
    Bella e triste e vera.
    Di vivere senza la luce guida.
    A rileggerti Luigi.
  • angela testa il 14/03/2011 10:20
    Ben scritta la speranza non deve mai mancare...
  • Bruno Briasco il 14/02/2011 09:52
    Bella esposizione come bellissima e "rosea" è la chiusa. Complimenti... sorridi --- purtroppo, e per fortuna, la vita continua!
  • Anna Raccardi il 06/02/2011 08:40
    poesia molto sentita, triste, ma per fortuna che c'è la speranza, ciao
  • Anonimo il 24/09/2010 20:19
    Sai... sono stata adottata... ma... non è proprio così che vanno le cose...
  • luigi castiello il 06/09/2010 20:55
    grazie
  • loretta margherita citarei il 06/09/2010 20:20
    molto triste e dolce piaciuta

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