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Ossario

Scendo
nella culla
addormentata

Secchi squarci
tra gli alberi
nodosi

Tutti hanno voluto
il pane,
nessuno ha
digiunato

Una vita in più
ecco quel che
rimane

Vicino alla radura
intricate
infiorescenze.

 

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8 commenti:

  • tylith il 28/05/2012 23:34
    Bellissima ermeticamente coinvolgente, arriva dentro fin dentro le culle dove nessuno ha digiunato, dentro il pane ci metto poesia e poi bevo la letteratura questa poesia penso potrebbe un po' saziarmi.
  • Anonimo il 08/09/2010 08:12
    non è affatto male, complimenti
  • - Giama - il 06/09/2010 23:13
    Grandiosa poesia!
    Bravissimo Vincce!
    Gia
  • rosanna erre il 06/09/2010 22:45
    Le prime tre righe e sei già dentro, io non ho parole. Nascondi significati che sentono di antico, quasi arcaico, in pochi versi scarni eppure così pieni.
  • giovanni crisostomo il 06/09/2010 22:16
    È una lirica oserei dire morbosa, alla E. A. Poe come atmosfera, dove si ritrovano, sapientemente balenanti, gli ingredienti della vita e della morte. Non vorrei che le intricate infiorescenze fossero una tua proiezione mentale.
  • Giacomo Scimonelli il 06/09/2010 21:56
    riflessione che proviene da un cuore nobile... piaciuta
  • Vincenzo Capitanucci il 06/09/2010 20:44
    Bellissima Vincenzo... nessuno ha digiunato... e tutti hanno pagato il conto...

    Squarci... d'intricate fiorescenze..
  • loretta margherita citarei il 06/09/2010 20:38
    ottima riflessione, nessuno ha digiunato, dice tuto

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