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La foce perduta

Nacque torrente montano
cristallino e sonoro.
Forte il richiamo del mare
a indicarne il percorso
tortuoso e in pendio.
E fu fiume impetuoso e fecondo
e scorreva tra sponde sicure
in regioni talora assolate
a volte innevate.
Lontana la meta
ma sempre più forte il richiamo.
A due passi dal mare
chissà cosa avvenne?
Per fato o per dolo
il sentiero deviò
e ha continuato a vagare
in paesi stranieri
scemando le acque
perdendo affluenti
sempre più tenue il richiamo
più confusa la foce
tra illusioni e puntuali delusioni
ad alimentare col pianto
le acque esondanti.

Ancora il richiamo!
Ma più non ci crede.
"Saranno ancora sirene.
Il mare è perduto!"
E prosciugato e sfinito
ormai ridotto ad un rivolo
più non piange il suo delta.
L'inferno di ieri
è ancora il paradiso di oggi.

 

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6 commenti:

  • carmela marrazzo il 11/09/2010 15:14
    un grazie di cuore a tutti. carmela
  • giovanni crisostomo il 10/09/2010 09:26
    Io ci vedo la metafora di chi, dopo una vita trascorsa al sicuro delle proprie convinzioni, devia dal corso prestabilito e si perde. Complimenti per la forma e la sostanza.
  • Giacomo Scimonelli il 09/09/2010 17:42
    piaciuta... scritta molto bene
  • loretta margherita citarei il 09/09/2010 16:21
  • Salvatore Ferranti il 09/09/2010 13:08
    una poesia molto apprezzata.
    brava
  • Anonimo il 09/09/2010 09:37
    Bellissima, brava

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