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Il vecchio

La crosta  ora
 Si stacca
 Da sua gola:
è tutto quanto finora
avrebbe sputato,
puranche,
senza risultato.
E non c' è pudore o vergogna.
 
I conti tornano.
 
La vista scende,
offuscata dalla nebbia
dei pregiudizi e del già visto,
 come involti inestricabili
bave d'esperienza
che cingono la mente
 
I conti tornano.
 
L'udito si fa balzano
Tutto questo rumore
Per il nulla finale
Si capisce,
 fa rimaner male 
e comunque son solo parole,
parole,
dispersioni d'azioni,
intenzioni, spari a salve,
bagliori  di grovigli interiori.
 
I conti tornano.
 
Ogni organo
 Di percezione
Prima del resto
Muore,
per sopraggiunto inutilizzo,
 si lascia solo l'essenziale,
che la verità al vecchio
 pare abbagliante:
l'evoluzione è lenta
richiede paziente ripetizione
delle stesse esperienze
per una progressione
che solo da lontano
 si potrà osservare:
dall'alto dei Cieli.
 
 I conti torneranno.
 

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Verbena il 19/10/2014 13:56
    Versi molto puntuali e particolareggiati sul tempo che avanza verso l'anzianità; si vive finché il nostro corpo funziona, a volte troppo parzialmente. Molto interessqante ed apprezzata.

3 commenti:

  • Ugo Mastrogiovanni il 23/09/2010 10:58
    Per un vecchio "I conti tornano", come dice con grande rispetto Niche Chessa. Ma, torneranno... anche per i giovani quando non lo saranno più! Ammirevole la sensibilità dell'autore.
  • laura marchetti il 14/09/2010 08:32
    bella e particolare...
  • Anonimo il 13/09/2010 14:26
    Interpretazione personale, profonda, ricca di saggezza dell'ansianità, capolinea di un mondo e inizio di un altro.

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