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Profuma di Umido

Profuma di Umido
Per voi della Cambogia: possiate tornare a risplendere con noi.

Prigione S-21,
Cambogia, Agosto 2010

Volevo andar lontano,
Da sola, ma con me.

Avevo paura di non sentire più
Il solletichio delle piccole cose,
Come ciocche di capelli castani
Che scivolano sulla fronte con dispettosa eleganza.
Senza pensare, senza chiedere perché.

Ora son qui, per perdermi in questa terra verde,
Per raccogliere pezzettini di me
Che ritrovo sparsi nei campi di riso,
Stanchi ma fedeli.

Verdi ciuffi sorretti da una fitta terra rossa,
Un'acqua sempre presente.
Insieme li sorreggono beati,
Meglio di un tempio scavato in una roccia
Sempre buia, sempre bagnata.

Li chiudo e in alto respiro
Profuma di verde, profuma di umido.
Con calma bacio la natura.

Li riapro e vedo puntini neri
Sparsi e chini.
Lavorano quei ciuffi verdi
Nell'oblio di una polvere lontana.

Volteggio e inizio a capire
Perché questa terra è così.
Mentre io nascevo, loro svanivano.

Quei volti più giovani di ieri ora non piangono più.
Sono volti meno scuri,
Riflessi in uno specchio di terra bagnata
Dal loro stesso sangue
Asciutto e indelebile.

Raccolgo un altro pezzettino di me
Che presto scivola via,
Perché piango le inutili lacrime
Di chi da versare ne ha.

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5 commenti:

  • Anonimo il 01/05/2011 22:59
    Mi è piaciuta molto
  • vincenzo rubino il 16/10/2010 12:28
    bellissima! conosco la situazione di cui parli (anche se non così tanto) e mi è piaciuto molto il modo in cui ne hai parlato. a presto.
  • giovanni crisostomo il 15/09/2010 18:49
    Avendo una certa età, ricordo le atroci vicissitudini che ha attraversato la Cambogia: Pol Pot, Khmer rossi, ecc. Grazie a te e alla tua bellissima poesia per aver rinnovellato certi ricordi che non possono essere cancellati dalla coscienza del mondo. Un caro saluto ad una donna sensibile.
  • Emilyn Ciocio il 15/09/2010 17:32
    Grazie Giovanni, la mia poesia in un certo senso riguarda anche il lavoro coatto che citi nel tuo commento, quello degli anni 75-79, durante il regime di Pol Pot. La storia della Cambogia... una storia di cui molti non sanno, e che io stessa ho scoperto - purtroppo - tardi. La mia è una dedica a loro, oltre che un modo per far consocere un pezzo importante di storia.
  • giovanni crisostomo il 15/09/2010 17:20
    È una lirica densa di immagini, che trasporta in una realtà lontana e dolorosa. Io ho inteso che si tratti di lavoro coatto. Gradirei una precisazione dall'autrice, perchè il suo lavoro mi ha coinvolto. Un saluto.