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Serbariu

scorre lenta
la stagione della transumanza
lassù
sui declivi tormentati del monte Arcosu
quando, poi
finalmente, le giornate s'accorciano
è l'ora del ritorno
flussi interminabili di lanosi ovini
tornano a valle
ripercorrono
incamminamenti tracciati dai padri dei loro padri
filari di cladodi
maculati di succulenti frutti rosso porpora
paion solennizzarne il transito
trionfale
è l'ingresso in questo borgo
con gli anni del mondo
con accenni di case bianco sbiadite
polvere
frastuono di belati, campanacci, ordini
impartiti con fischi modulati
innescano
latrati di luogotenenti addestrati
fedeli ed instancabili
aiòoo aiòooooo
s'animano gli usci dell'abitato
anche Gavino è tornato
in compagnia del suo gregge
e del suo fido occhiu tintu
nella sacca
le ultime briciole di carta musica e pietruzze di pecorino
lo sospingono
un'irreale tramonto
striato di calde ed inverosimili tonalità
sino a Lei...
Antiòca
e stasera il fuoco del camino
crepiterà più forte

 

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