accedi   |   crea nuovo account

L'istante addormentato

I.

Così decisi che non m'era più necessario.
Mi staccai da quel corpo.

In nuova dimensione
trasparente
assaporavo l'aria
trapassandola
senza attrito,
negando le logiche;
la perfezione d'un niente.
Con funi di vento
trascinai quella carne
oltre l'asfalto agitato,
sino alle vette oròbiche.
Da lì osservavo
quanto nel cielo
un corpo
sa esser sospeso
cadendo.
E come la pelle si freddi
facilmente.


II.

Il leone smosse le sue ali di pietra
latta, organza, sgomento.
Volò nell'istante addormentato.
Con fermezza felina afferrò quella figlia
ingrata, che aveva perduto il senno.

 

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

10 commenti:

  • Giuseppe Amato il 22/12/2010 11:59
    Hai una capacità straordinaria di parlare di cose "importanti", di temi sociali e risvolti personali con un tocco originale e di molto effetto. Si potrebbe anche intendere la ribellione di una figlia o di una generazione e lo scatto felino di una madre che è capace di riportare nell'alveo della positività una fuga ideale... complimenti
  • Alessandro Bartoli il 08/11/2010 09:33
    Una piccola sorpresa. Grazie
  • Giacomo Scimonelli il 07/11/2010 14:55
    molto bella... scritta col cuore...
  • Anonimo il 31/10/2010 18:54
    Sei bravissima. Scritta benissimo. Complimenti
  • silvia giatti il 09/10/2010 23:00
    mmm.. capito!.. cosi acquista un senso proprio diverso!
    un leone che ti tiene con le zampe a terra!... per le menti troppo svolazzanti è l ideale..
    filgia ingrata allora è davvero bello, rende..
  • rosanna erre il 09/10/2010 19:35
    Ciao silvia,
    si beh, in effetti forse è un po' difficile capirlo...
    il leone alato simbolo della dominazione di Venezia, è presente in molti bassorilievi nella mia città (Bergamo) e nella mia testa rappresenta la realtà (la vita quotidiana, il lavoro, la frenesia, la famiglia, la cultura contadina etc) e così è la realtà che con la sua irruenza, forza, solidità, crudeltà ed anche dolcezza, mi salva dall "andar via di cervello".
    Ma non so se è riuscita a salvarmi del tutto... o per niente (facciamo una via di mezzo và!
  • silvia giatti il 09/10/2010 14:00
    non riesco a vedere il filo d unione tra i due blocchi
    pardon... cosi t dò un allaccio per spiegarcela meglio
  • Hamid Misk il 24/09/2010 23:33
    poetica e significativa.
    bei versi
  • rosanna erre il 24/09/2010 21:20
    Anche un po' Cucina, stasera ho fatto il leone arrosto. Grazie V.
  • vincent corbo il 24/09/2010 20:35
    Sempre speciali le tue poesie, la tua testa è una fucina di idee sempre nuove e meravigliose.

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0