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Come colpevoli sotto una pioggia di sguardi

ci rifugiamo nel mondo
come spie

ci rifugiamo dal mondo
della falsità

sotto una pioggia di sguardi
al riparo dagli occhi
ci nascondiamo

fuggiamo
al riparo da noi
sotto una coltre di sogni

ci rifugiamo dal mondo
della mediocrità

ci rifugiamo nel mondo
da innocenti

e come colpevoli
nascondiamo a chiunque
la nostra vera identità

 

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12 commenti:

  • STEFANO D'AMICO il 21/07/2013 17:47
    opera dalla quale traspare l'aspetto più intimo del genere umano, molto profonda ricca di emozioni primitive
  • Anonimo il 18/07/2011 00:14
    Mi fa piacere di aver colto il senso, soprattutto perché sono sensazioni che provo anch'io e che la tua poesia ha resuscitato. In fondo l'illusione è il pane quotidiano di qualsiasi essere umano che riesce ancora a sognare..
  • Tim Adrian Reed il 14/07/2011 19:57
    Grazia, che bella lettura che hai fatto... hai intuito la mia poesia, ed hai intuito me...è proprio vero, c'è una rassegnazione di fondo, al punto che io stesso come dici tu "non seguo il mio stesso consiglio"... ma continuo a sognare... a soffrire... ad illudermi che esista un altro modo di esistere...
  • Anonimo il 28/06/2011 12:49
    A me trasmette una dolcezza stanca e rassegnata. È come se invitassi gli altri ad essere se stessi consapevole però che potrebbe non accadere mai, come se anche tu, in realtà, non seguissi il tuo consiglio. Sono naturalmente delle mie sensazioni, in ogni caso, riesci a trasmettere sempre qualcosa con le tue poesie, complimenti.
  • Tim Adrian Reed il 12/10/2010 14:26
    Ti ringrazio! Già che ci sono faccio un'esortazione a calare tutti la maschera, sarebbe un mondo più umano se potessimo tutti guardarci negli occhi e capirci a vicenda..
  • Giacomo Scimonelli il 12/10/2010 14:13
    ottima riflessione... piaciuta
  • Tim Adrian Reed il 27/09/2010 10:59
    Karl, da quello che conosco di te sono assolutamente certo che effettivamente puoi capire a fondo quello che ho cercato di esprimere con questa poesia, anche perchè quando scriviamo non indossiamo maschere e perciò quello che conosco di te non sarà molto ma so che è vero, niente maschere qui. Probabilmente per questo amiamo scrivere, per liberarci dalla faccia posticcia che ci appiccicano addosso. Bellissima la tua metafora della folla come plotone d'esecuzione che ti bracca, è ESATTAMENTE la sensazione che ho anche io. E ci facciamo ribrezzo da soli per come dobbiamo vivere nella società. è tremendo. Forse non ci arriverò mai, ma andare in pensione e non dover lavorare aiuterebbe già parecchio a non dover scendere a questi bassi compromessi Grazie Karl per il bel commento.
  • Anonimo il 27/09/2010 00:19
    mai poesia più vera... sincerità di contenuto in pensieri che mi calzano addosso come il vestito più stretto... quando sono in mezzo alla folla... mi sento braccato...è come se un plotone di esecuzione fosse pronto a spararmi il suo disprezzo... nello sguardo della gente mi perdo in falsità di essenza... non sono io perchè quell'io che albeggia in me mi fa schifo tremendamente schifo... lo uccido giorno dopo giorno e indosso la maschera che fa felice il mondo... ma poi alla sera nella mia solitudine mi ritrovo e spero che il giorno che deve nascere bruci per sempre quella squallida maschera che non mi hai mai permesso di vivere fino in fondo... la tua poesia va dritto al cuore e scuote l'animo di chi è prigioniero di se stesso... cinque stelle non sono niente per le emozioni ricevute dalla lettura di questo piccolo capolavoro di verità... GRAZIE!!!
  • Tim Adrian Reed il 26/09/2010 17:35
    Ci tengo innanzi tutto a ringraziarvi per la lettura e per le vostre riflessioni e mi scuso se lo faccio "collettivamente" Questa poesia può apparire poco chiara, in realtà è una riflessione sulla difficoltà che alcune persone possono incontrare nell'inserirsi nella società. Oggi essere onesti, sensibili, sognatori... è molto difficile. Il mondo ci vuole freddi, pronti a calpestare sogni ed affetti pur di guadagnare il (vile) denaro che ci permette di sopravvivere. Dato che tutti siete scrittori di poesie presumo che comprendiate cosa intendo... e che magari anche voi siate costretti a mettervi una maschera per rendervi accettati al giudizio della società... e al contempo difendere la vostra interiorità, i vostri sogni... ci sentiamo puliti in un mondo sporco, eppure colpevoli di questa nostra innocenza.
    Grazie Paola, Medina e Loretta. Un caro saluto.
  • loretta margherita citarei il 26/09/2010 16:54
    bella riflessione, il mondo è pieno di cloni.
  • Anonimo il 26/09/2010 16:32
    ... quanto tempo ho per pensarci?
    La dicotomia innocenti/colpevoli é espressa magnificamente. Bacetto.
  • Paola B. R. il 26/09/2010 15:59
    È vero, dietro false cortesie!!!!

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